HOME    Dati personali & Menu    Personal Data & Menu

 

 

QUASI UN BLOG / ALMOST A BLOG

 

In questa pagina raccolgo idee, commenti, riflessioni e giudizi ‒ miei o di altri ‒ che concorrono a definire il mio modo di vedere e di sentire, le mie impressioni, le mie sensazioni, le mie (poche) convinzioni, le mie preoccupazioni e le mie (molte) speranze, e che perciò ritengo valga la pena fissare in questo spazio, a mia futura memoria e a disposizione di chi abbia curiosità e voglia di leggerle.

In this page I collect my own or others' ideas, comments, reflections, and judgements which contribute to define my attitudes and feelings, my impressions, my (few) convictions, my concerns, and my (many) hopes. I think it is worthwhile to fix them in this space both for my future reference and to make them available to those who are curious and willing to read them.
 

24/08/2018
QUESTIONE MIGRANTI E E PROPAGANDA POLITICA

Sono nauseato dal fatto che la questione migranti, anziché essere affrontata dall'intera classe politica con oggettiva responsabilità, consapevolezza e serietà, cioè considerandone tutti gli aspetti e operando le necessarie distinzioni – senza concessioni né al bieco sentimento xenofobo né alla ipocrita compassione senza condizioni – venga utIlizzata pressoché esclusivamente come campo di scontro e di propaganda politica, sia dalla maggioranza (in particolare, dalla Lega) che dall'opposizione (in particolare, dal PD), che da questo punto di vista si rendono entrambe semplicemente ridicole.
 

21/08/2108
SULLA PRESUNTA USCITA DELLA GRECIA DALLA CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA

Continua insistente il bombardamento dei media sull' "uscita ufficiale della Grecia dalla crisi economico-finanziaria". Però si limitano a riportare soltanto le fonti ufficiali dell'UE e del Governo greco e non dicono a quale prezzo per la popolazione greca ciò è avvenuto. Soprattutto, tacciono sul fatto che i debiti contratti a vario titolo nel frattempo si protrarranno ancora per decenni. Queste le parole dell'economista – e leader del movimento transnazionale DiEM 25 (Democracy in Europe Movement 2015) – Yanis Varoufakis, rilevabili da varie interviste: «Il debito sovrano della Grecia non è diminuito, ma è aumentato: c'è solo più tempo per pagare ancora più debiti. Nonostante le misure di risarcimento del debito prese due volte, il debito cresce, lo Stato rimane in bancarotta, la popolazione è diventata più povera, le società sono ancora in bancarotta e il PIL è diminuito del 25%; con le aziende che devono denaro l'una all'altra e con lo Stato che deve enormi somme alle aziende private. Gli istituti di credito dell'UE e il FMI hanno fatto della Grecia una colonia di debito permanente; hanno messo la Grecia in coma permanente e lo chiamano stabilità.» Varoufakis è inoltre dell'avviso che, considerate le angherie e le umiliazioni che ha dovuto subire la Grecia dal 2010 ad oggi (e in particolare negli ultimi tre anni), sarebbe stato meglio dichiarare lo stato di default assoluto e affrontarne tutte le conseguenze, che certamente non avrebbero apportato alla nazione più disagi delle drastiche e umilianti misure (“memorandum”) che ha dovuto accettare dall’UE per pagare il debito sempre crescente (e tutt'altro che estinto). Soprattutto, l’UE avrebbe dovuto cancellare una parte consistente del debito greco verso i paesi membri (certo non contratto dalla gente comune, ma dai grandi imprenditori dall’evasione fiscale facile e da banchieri irresponsabili e funzionari pubblici corrotti). Perché un paese ridotto in certe condizioni non sarà mai in grado di liberarsi da un debito così ingente; anzi, più perdura il debito e più quel paese collassa e va in rovina, cosa che naturalmente non conviene nemmeno ai creditori.

 

15/08/2018
CROLLO DEL VIADOTTO POLCEVERA ("PONTE MORANDI") SULL'AUTOSTRADA A 10
È troppo retorico e banale dire che il "Ponte di Genova" è una metafora dell’Italia contemporanea?


 

14/05/2018
POLITICA "ANTI-EUROPEA"?

Attenzione a non confondere una politica "anti-europea" con una politica critica verso questa Europa. Questa Europa, infatti, così com'è, ha fallito molti dei suoi obiettivi e va profondamente riformata, per farne un'istituzione che si preoccupi in primo luogo dei problemi dei cittadini, dei giovani e delle fasce sociali più deboli, non di quelli della finanza internazionale.
 

05/04/2018
IL DIRE E IL FARE / SAYING AND DOING

Le buone intenzioni non mancano. È la volontà di metterle in atto, che spesso manca.
Good intentions are not lacking. What is often lacking is the will to put them into practice.
 

29/03/2018
ERGOMANIA / WORKAHOLISM

Se tutti quelli che lavorano troppo lavorassero di meno, ci sarebbe un po’ di lavoro anche per quelli che non ne hanno.
If all those who work too much would work less, there would be some work also for those who lack work.
 

25/03/2018
LA STRADA PIÙ
RAGIONEVOLE È IL RITORNO ALLE URNE

Ce lo vogliamo ficcare in testa una buona volta che non ha "vinto" nessuno? Che c’è solo una coalizione di centrodestra con il 37% e un partito non collocabile negli schieramenti tradizionali con il 32%, entrambi, dunque, ben lontani dalla maggioranza? E naturalmente non si può sovvertire il quadro complessivo generato dalla volontà degli elettori, pretendendo che si consocino tra loro forze che non hanno nulla, o quasi nulla, in comune nei loro programmi. Al contrario, per una politica stabile ed efficace (quale che sia) sono necessarie anzitutto chiarezza e univocità. Qualunque persona di buon senso, credo, preferisce che da una consultazione elettorale emerga chiaramente e inequivocabilmente un vincitore, fosse anche un partito per il quale non ha votato. Se questa chiarezza non c'è, vuol dire che qualcosa non ha funzionato a dovere e quindi bisogna rimediare con un nuovo tentativo su basi diverse; con una nuova legge elettorale dalla quale, subito dopo il voto, risulti senza equivoci e senza ombre quali sono le possibili maggioranze di governo. Tutto il contrario di quello che sta accadendo in conseguenza di quell'indicibile obbrobrio che va sotto il nome di "Rosatellum".
 

25/03/2018
CINQUESTELLE E PRESIDENZA DEL SENATO

La senatrice Alberti Casellati non è certamente il meglio (ancorché persona incensurata) che i Cinquestelle potessero augurarsi come presidente del Senato. Ma, seguendo un criterio e una strategia diversi – cioè guardando verso l'altra parte dell'emiciclo –, l'alternativa sarebbe stata un personaggio esprimente l'anima renziana del PD. Ora, dato il solco incolmabile che separa il il PD dal M5S, non mi pare che per quest'ultimo sarebbe stata una candidatura molto più appetibile, tantomeno digeribile, di quella della "berlusconiana di ferro" Alberti Casellati. Quanto alle eventuali intese di governo tra Cinquestelle e Lega/Centrodestra, la storia è ancora tutta da scrivere; e non è detto che venga mai scritta.


 

25/03/2018
LE RAGIONI DI UN FALLIMENTO. UN’ANALISI IMPIETOSA DEL CROLLO DELLA SINISTRA ITALIANA VISTA 'DAL DI DENTRO'.

«E io che pensavo che le ragioni della Sinistra fossero molto, ma molto, ma molto più antisistema di quelle dei 5 Stelle! […] Il motivo per cui milioni di giovani preferiscono i 5 Stelle alla Sinistra è che quest’ultima non ha il coraggio di dire che bisogna rovesciare il sistema. Un sistema che lascia fuori della porta metà del Paese. Una Sinistra troppo preoccupata di ‘rassicurare’ gli spettatori dei talk show, apparendo moderata, affidabile, “di governo”. […] Una Sinistra che non può dire di voler rifare lo Stato dalle fondamenta candidando chi per cinque anni è stato il numero due dello Stato. Anche se si tratta di una eccellente persona, come nel caso di Grasso. Una Sinistra che sembra non trovare altre parole, altre persone, altre biografie. Senza coraggio, senza fantasia, […] Se tutto si risolve nell’antirenzismo, se a essere profondamente rimessi in discussione sono solo gli ultimi tre anni, e non gli ultimi venticinque, nulla di nuovo potrà nascere. […] Diciamolo una volta per tutte: bisogna voltare pagina. Senza se e senza ma. […] Resto convinto che con il linguaggio, il programma e le possibili candidature che il Brancaccio aveva prospettato, saremmo riusciti a proporre una speranza: e i risultati sarebbero stati completamente diversi. Ma non posso provarlo: e in ogni caso qualunque cosa verrà ora, non potrà essere in continuità con il Brancaccio. Anche solo perché il mondo che il Brancaccio si proponeva di unire, oggi non esiste più... » (Tomaso Montanari)
"E ora qualcosa di completamente diverso"
 

23/03/2018
UN GOVERNO LEGA-CINQUE STELLE?

Un governo Lega-Cinque Stelle è il sogno proibito dei piddini. Così potrebbero finalmente avere un argomento per sfogare un po' della loro frustrazione dopo la catastrofe del 4 marzo: "Per tutta la campagna elettorale avete insinuato che noi volessimo fare l'inciucio con Forza Italia [quando mai!?] e ora siete voi che vi inciuciate con la Lega, come del resto era prevedibile!”. E, crogiolandosi in un'aurea opposizione, cominciare ad assaporare la palingenesi e il ritorno agli onori del governo. È molto probabile, però, che resti un sogno proibito. A meno che Lega e Cinque Stelle non abbiano intenzione di autodistruggersi velocemente a loro volta.
 

23/03/2018 (modificato il 30/04/2018)
UNA LEGGE ELETTORALE EFFICACE PER L'ITALIA

È necessario che si faccia una legge elettorale tale che dal responso delle urne – quale che sia – appaia immediatamente chiaro qual è la maggioranza (eventualmente, anche più di una maggioranza) che può governare. Personalmente sono contrario ai "premi di maggioranza" (a meno che non si tratti di quote modeste, non superiori al 10% dei seggi parlamentari); quindi, nel caso che nessun partito o coalizione (precostituita, non ex post!) non ottenga da solo/a la maggioranza, vedrei opportuno il ballottaggio tra i due partiti o coalizioni che hanno ottenuto il maggior numero di voti. Al vincitore del ballottaggio dovrebbe essere assegnato un 53~55% dei seggi in Parlamento, a prescindere da quanti voti ha ottenuto nel ballottaggio: una quota che gli consentirebbe di governare con relativa tranquillità. Il restante 47~45% dei seggi andrebbe distribuito tra gli altri partiti in proporzione ai voti ottenuti nella prima votazione. Mi rendo conto che anche così si rischia di far governare un partito che in realtà gode soltanto della fiducia di una minoranza degli elettori, ma altri sistemi più chiari e definiti non ne vedo, almeno non per un paese politicamente immaturo come il nostro.
 

23/03/2018
SCAMNUM ANTE OMNIA

Mai come in queste ore di 'trattative' tra i partiti si capisce quanto ciò che sta maggiormente a cuore a tutti i parlamentari eletti sia conservare il proprio seggio più a lungo possibile. Altrimenti, invece di affannarsi nella ricerca di alleanze insostenibili, si preoccuperebbero innanzitutto di trovare il modo migliore per tornare prima possibile alle urne.
 

22/03/2018
YANIS VARUFAKIS SULLE PROSPETTIVE DI GOVERNO IN ITALIA DOPO LE ELEZIONI DEL 4 MARZO 2018

«Penso che il Movimento Cinque Stelle si stia posizionando al centro, pur essendo nato come un movimento di protesta anti-establishment e contro quel mix fatto di burocrazia e corruzione in Italia. Ma nel momento in cui si sono visti aumentare il consenso, come nelle scorse elezioni, stanno cercando disperatamente di formare un governo, stanno mandando segnali al centro e soprattutto a Bruxelles. Ma non dimentichiamo che gli elettori hanno votato per il Movimento Cinque Stelle e non per un ennesimo partito di sistema. [...] Penso che l'Italia avrà un governo che non si opporrà a Bruxelles ma dall'altro lato avrà difficoltà ad applicare le politiche di Bruxelles perché il sistema economico italiano non è più sostenibile nelle regole attuali dell'Eurozona. Ma ciò che mi piacerebbe vedere è un governo che dica la verità agli italiani. E cioè che l'Italia, per riprendersi, deve chiedere all'Eurogruppo e al Consiglio Europeo di ripensare e ridisegnare le regole fiscali europee e monetarie, in particolare la politica di investimenti che fa acqua totalmente. Ecco perché la vostra campagna elettorale mi è sembrata lunare: l'Europa non c'è stata oppure era come un elefante in una stanza.» (Yanis Varufakis)
Intervista a Varoufakis: "Contro Facebook l'UE prenda esempio dalla Cina, ma garantendo i cittadini e non lo Stato"

 

21/03/2018
IL RIDICOLO MITO DELL'"ECCELLENZA"

«... perché questa assillante giaculatoria dell'"eccellenza" a tutti i costi? Essa risuona per ogni dove – in particolare nelle università del nostro Bel Paese – e ha effetti nefasti dovunque. Si pretende che gli universitari siano tutti "eccellenti": assoggettati a valutazioni esasperanti, docenti anziani e giovani, ricercatori di lungo corso e neo-assunti, sono moralmente obbligati a raggiungere un livello di eccellenza, spesso immaginario [...] La mania della sedicente "eccellenza" sta producendo danni alla ricerca universitaria e alla psiche dei ricercatori. Costretti a ritmi di pubblicazione nevrotizzanti, pur di rientrare in parametri produttivi astratti e talora insensati, perdono la serenità intellettuale che il lavoro di ricerca esige. Pubblicare tanto, essere "produttivi" a prescindere, non significa ipso facto scrivere cose profonde, che abbiano un impatto scientifico durevole. [...] Competere per raggiungere un obiettivo di "eccellenza" irrealizzabile e astratto danneggia la fisiologia della ricerca: l'idea di un'eccellenza diffusa è una contraddizione in termini. [...] Non sarebbe più costruttivo sostituire al concetto di "eccellenza" quello di "serietà"?» (Giuseppina La Face)
Al bando l’eccellenza! Ecco perché non abbiamo bisogno di altri Mozart
 

18/03/2018
LA GRECIA: UN ESPERIMENTO DI LABORATORIO PER LA "TROIKA"

«La Grecia di Alexis Tsipras è entrata nella "fase laboratorio": vedere cosa succede ad un paese lasciato nelle mani dei creditori. [...] Nel nuovo reame globalizzato la Grecia è il primo esperimento compiuto di "stato disciolto": il governo della sinistra, solo pochi anni fa definito estremista, ha assunto il ruolo finale: l'assorbimento del conflitto sociale che si scatena a fronte di una colonizzazione. [...] Dal "salvataggio" imposto a Tsipras nel 2015 ad oggi, la resa senza condizioni alla Troika di chi aveva dato al paese una speranza di riscatto ha prodotto che perfino le case possano finire all'asta sul web. I ricchi ringraziano, poveri e classe media restano senza niente. È il regime dell'UE, bellezza. [...] Imbarazzante, tra l'altro, l'asse politico tra Alexis Tsipras e Emmanuel Macron: ennesima prova dello sbandamento culturale della sinistra incapace di inquadrare un orizzonte politico differente da quello dei banchieri. [...] L'esperimento greco, la palla di cristallo in cui si può vedere il futuro dell'Italia se non vi sarà una drastica inversione politica, è davanti a noi.» (Maurizio Pagliasotti)
La fine indegna di Tsipras: da "rivoluzionario" a zerbino delle banche, della Germania e del FMI
 

16/03/2018
A COSA SERVE L'UTOPIA?
/ WHAT'S THE POINT OF UTOPIA?
«L'utopia è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare.»*
("Utopia is on the horizon. I move two steps closer; it moves two steps further away. I walk another ten steps and the horizon runs ten steps further away. As much as I may walk, I'll never reach it. So what's the point of utopia? The point is just that: to keep walking.")*

* "La utopía está en el horizonte. Me acerco dos passos, ella se aleja dos passos. Camino diez passos y el horizonte se corre diez passos más allá. Por mucho que yo camine, nunca, nunca la alcanzaré. Para qué sirve la utopía? Para eso sirve: para caminar." Eduardo H. Galeano (1940–2015)